Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo Sede Nazionale: Via Olona n.19-20123 Milano Info :3466872531











mercoledì 23 dicembre 2015

A.A.A CERCASI CANDIDATO SINDACO CITTADINO EUROPEO PER SAN FELE


                                                              AVVISO

STRASBURGO.CERCASI CANDIDATO SINDACO CITTADINO EUROPEO PER SAN FELE




mercoledì 9 dicembre 2015

Comune di Milano sul crowfunding civico


RICEVIAMO E VOLENTIERI DIFFONDIAMO

Gentile cittadino, gentile cittadina,
 
è entrata nel vivo la sperimentazione del Comune di Milano sul crowfunding civico, nata con l'intento di promuovere il finanziamento collettivo di attività di interesse pubblico. La piattaforma di crowdfunding Eppela accompagnerà il Comune in questa avventura, ora è arrivato il momento di liberare le energie dei cittadini.

Sul sito del Comune trovi un avviso pubblico con tutte le informazioni utili per candidare il tuo progetto a far parte di questa sperimentazione. Possono partecipare al bando imprese (profit e non profit) e organizzazioni di vario tipo iscritte a Registri o Albi ufficiali (Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale, ONG, ONLUS). I progetti migliori potranno essere inseriti sulla piattaforma Eppela e avranno la possibilità, per 40 giorni, di sollecitare donazioni diffuse da parte della cittadinanza. Nei casi in cui le donazioni superassero il 50% dell’obiettivo di raccolta fondi previsto, al contributo dei cittadini si sommerà il co-finanziamento del Comune di Milano (fino a un massimo di 50mila euro a progetto).

La sperimentazione è promossa dall’Assessorato alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca e dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Cultura della Salute. Cerchiamo quindi progetti che si collochino a cavallo tra sviluppo economico e welfare e che dimostrino di potere produrre impatti positivi nei seguenti ambiti di intervento:
  • città accessibile e rimozione delle barriere tangibili e intangibili per soggetti con fragilità psicofisiche;
  • innovazioni tecnologiche per rafforzare la connettività urbana;
  • interventi volti a ridurre il digital divide (cittadini e imprese) per poter cogliere pienamente le opportunità di crescita e di sviluppo rese disponibili dalle odierne  tecnologie (ICT);
  • progetti innovativi per favorire l’informazione sulla mobilità, l’offerta culturale e le  attività che possono favorire il miglioramento della qualità di vita e l’aggregazione  sociale;
  • innovazione dei servizi per la cura e la conciliazione famiglia-lavoro;
  • valorizzazione e sviluppo delle reti sociali attivabili nelle comunità per la realizzazione di servizi e iniziative fondate sulla collaborazione, sulla condivisione e  sulla reciprocità.

Il bando scade il 31 Dicembre 2015, per tutte le informazioni clicca qui
Grazie dell’attenzione e cordiali saluti. 

giovedì 29 ottobre 2015

Consiglio regionale approva nuova legge sulla cooperazione

Gli enti della pubblica amministrazione dovranno riservare il 5% del budget destinato agli affidamenti a terzi per beni e servizi alle cooperative che danno lavoro ai soggetti svantaggiati. La novità è contenuta nella nuova legge sulla cooperazione in Lombardia, relatore Carlo Malvezzi (NCD), approvata oggi a larghissima maggioranza dal Consiglio regionale. Altra novità prevista dalla legge (in Lombardia ci sono 4300 cooperative con circa 2 milioni di soci) riguarda il finanziamento per quelle realtà cooperativistiche che rilevano l’attività da imprese o aziende in crisi. Sarà possibile istituire cooperative di comunità per i  territori a rischio desertificazione, aree montane e piccoli comuni, che potranno promuovere la partecipazione dei cittadini all’erogazione dei servizi pubblici e di pubblica utilità e operare nella gestione dei beni comuni, salute, cultura, paesaggio ed educazione.  “Le finalità di questa legge – ha sottolineato il relatore Malvezzi – richiamano l’importanza e l’attualità che Regione Lombardia attribuisce al sistema cooperativo come strumento efficace contro la disoccupazione e il disagio sociale”.  La nuova legge punta a promuovere e sostenere il settore, anche attraverso contributi ad hoc, come ad esempio quelli riguardanti la nascita di cooperative formate da under 35 o nate da aziende in crisi.
"Con questo voto il Consiglio regionale intende confermare il proprio sostegno al sistema cooperativo che è uno strumento efficace per contrastare la disoccupazione e il disagio sociale - ha affermato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo -. Il mondo della cooperazione in Lombardia è determinante e radicato: con questa legge intendiamo sostenere le esperienze positive e chi opera in questo settore". In Aula sono intervenuti i consiglieri Lara Magoni (Maroni Presidente), Mauro Piazza e Luca Del Gobbo (NCD), Onorio Rosati, Mario Barboni ed Enrico Brambilla del PD, Fabio Rolfi della Lega Nord, Silvia Fossati e Lucia Castellano (Patto Civico), Riccardo De Corato(Fratelli d’Italia) e Dario Violi (Movimento 5 Stelle). Maggioranza di centrodestra e minoranza di centrosinistra hanno evidenziato la validità di un provvedimento “condiviso, che valorizza il mondo buono della cooperazione che è stato uno fra i pochi settori che nella crisi è riuscito a dare risposte occupazionali garantendo la coesione sociale”. Il Movimento 5 Stelle ha evidenziato invece nella legge alcuni “aspetti anche coraggiosi” ma ha votato contro sottolineando che il provvedimento “da troppo spazio e rilevanza al settore associativo mentre per il rilancio della cooperazione era il caso di aprire a soggetti nuovi”.Approvati anche tre ordini del giorno: due del PD che invitano la Regione ad adottare misure affinché nelle cooperative vengano rispettai i contratti nazionali di lavoro e per sostenere i circoli cooperativi, e uno del Patto Civico che invita la Giunta a valutare l’adozione di incentivi per facilitare l’assunzione di lavoratori svantaggiati.
Contestualmente il Consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge al Parlamento per il contrasto alle false cooperative, provvedimento uscito dalla Commissione Attività produttive. Il dispositivo prende le mosse dal “Manifesto per un'economia pulita" promosso dall'Associazione delle Cooperative italiane (Confcooperative, Legacoop e AGC) e chiede interventi drastici in tema di vigilanza e sanzioni, tra cui la cancellazione dall'Albo delle Cooperative per chi si sottrae alle revisioni e alle ispezioni di legge. (mag)

martedì 15 settembre 2015

Dimissioni online: atteso decreto per moduli e procedura

Il Jobs Act introduce l'obbligo di dimissioni online, per semplificare procedure e contrastare dimissioni in bianco: atteso decreto ministeriale per nuovi moduli e modalità di trasmissione.

Fra le semplificazioni nella gestione del rapporto di lavoro della Riforma Lavoro c’è quella che prevede l’obbligo, per il lavoratore che intende lasciare il posto di lavoro, di presentare ledimissioni online: si tratta di un modo per velocizzare e rendere più agevole una pratica che, con la Riforma Fornero del 2012, era diventata complessa, e al contempo rendere più efficace la lotta alle dimissioni in bianco. Si tratta, come è noto, del fenomeno, illegale, per cui alcune aziende al momento dell’assunzione fanno firmare alla lavoratrice o al lavoratore un foglio di dimissioni, che in qualsiasi momento è possibile far diventare operativo, mascherando di fatto un licenziamento. Come è noto, la pratica è particolarmente diffusa nei confronti delle dipendenti donne, ad esempio per evitare gli oneri legati alla maternità.

=> Lavoro: dimissioni online nel Jobs Act

La norma sull’obbligo di dimissioni online è contenuta nell’articolo 26 del decreto sulle semplificazioni del Jobs Act, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 4 settembre. Prevede che la lettera di dimissionivada obbligatoriamente presentata in modalità telematica, utilizzando apposititi moduli che saranno messi a disposizione sul sito del ministero del Lavoro, e che sarà certificato, numerato e datato. Un sistema che da una parte rende impossibile la firma di un qualsiasi foglio di dimissioni con una data non corretta, dall’altra semplifica la procedura che era stata introdotta dalla Riforma del lavoro dell’estate 2012, che prevedeva un complesso sistema di convalida delle dimissioni presso le direzioni territoriali del lavoro.
Ora, il tutto diventa molto semplice: basta presentare una lettera di dimissioni, senza dover fare nessun’altra pratica burocratica. L’obbligo di presentare le dimissioni online, utilizzando moduli appositamente pensati per evitare aggioramenti della legge, garantisce la regolarità dell’operazione. Le dimissioni online, prevede la norma contenuta nel decreto attuativo del Jobs Act, vanno trasmesse sia al datore di lavoro sia alla DTL, la direzione territoriale del lavoro competenete. Le precise modalità verranno dettagliate in un apposito decreto ministeriale.
Significa che perchè la nuova legge sulle dimissioni in bianco sia operativa, bisogna attendere il decreto attuativo, che deve arrivare entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo sulle semplificazioni. Questo provvedimento conterrà, oltre alle istruzioni sulle modalità di trasmissione, anche l’indicazione dei dati necessari per identificare il rapporto di lavoro, il datore di lavoro, il lavoratore, e gli standard tecnici per definire la data precisa delle dimissioni. Fino a quando non ci sarà questo decreto attuativo, restano valide le procedure previste dalla Riforma Fornero.

=> Lavoro: regole sulle dimissioni della Riforma Fornero

Resta la possibilità, per il lavoratore, di recedere dalle dimissioni entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo, sempre con modalità telematiche. Tutte le pratiche possono essere effettuate direttamente dal dipendente, oppure attraverso patronati, sindacati, enti bilaterali, commissioni di certificazione. Non cambiano le sanzioni: le irregolarità, a meno che non costituiscano più grave reato, sono punita con una sanzione da 5mila a 30mila euro.(Fonte: decreto semplificazioni Jobs Act)

domenica 13 settembre 2015

122 tirocini in Lombardia nel 2015 con DoteComune: requisiti e scadenze

Regione Lombardia e ANCI Lombardia hanno emesso un avviso pubblico per la selezione di n. 121 tirocinanti da inserire, mediante il programma DoteComune, in progetti di volorizzzione delle particolarità degli enti territoriali favorendo l'incontro tra gli stessi enti territoriali e i giovani  interessati a sperimentare, presso gli enti locali, nuovi processi formativi.
Il programma DoteComune, infatti, prevede lo svolgimento di un percorso formativo obbligatorio che si declina in attività di formazione d'aula e di tirocinio personalizzato presso un Ente Ospitante, che propone tirocini di DoteComune della durata di 3, 6, 9, o 12 mesi.
Posso partecipare alla selezione per l'assegnazione di una DoteComune cittadini italiani, dei paesi dell'Unione Europea ed extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, residenti o domiciliatoi in Regione Lombardia, in particolare:
  1. inoccupati e disoccupati di età compresa tra i 18 e i 35 anni;
  2. lavoratori percettori di ammortizzatori: lavoratori in cassa integrazioni guadagni straordinaria, lavoratori in cassa integrazioni guadagni in deroga, lavoratori in mobilità
  3. ordinaria e in deroga;
  4. disoccupati e inoccupati con età superiore a 50 anni.
E’ possibile presentare domanda per la partecipazione a un solo progetto e in un solo Ente Ospitante, come indicato nella Tabella A dell'avviso allegato.
Il Comune di Castellanza partecipa all'iniziati della DoteComune con un progetto di 12 mesi presso servizio Informalavoro – qualifica orientatore.
L’impegno è di 20 ore settimanali a fronte di un’indennità di € 300,00 mensili
Gli interessati possono presentare domanda di partecipazione, come da Allegato 2 all'avviso, entro e non oltre il giorno 17 settembre 2015 negli orari di apertura dell’Ufficio Protocollo, dal Lunedì al Sabato dalle ore 9.00 alle ore 12. 30 - Lunedì e Giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00 e Mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 18.00. La domanda deve pervenire a mezzo del servizio postale, o consegnata personalmente, all’Ente Ospitante prescelto.

Il progetto avrà inizio il 6 Ottobre 2015, previo colloquio di selezione e approvazione della graduatoria.

 In allegato l'avviso.

martedì 19 maggio 2015

Servizio civile: cercansi 6.426 giovani

 Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile ha emanato oggi un nuovo bando di progettazione per i volontari

Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile ha emanato oggi un nuovo bando di progettazione per complessivi 6.426 volontari, che scadrà alle ore 14 del 30 giugno prossimo. Il bando riguarda progetti di servizio civile nazionale per 3.516 posti, di servizio civile finanziato con Garanzia Giovani per 2.773 volontari e progetti destinati al servizio di accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili per l’avvio di 137 volontari. Tutti vanno a recuperare posti non coperti negli ultimi bandi di progettazione e sia per gli enti regionali che nazionali permetteranno di presentare progetti solo nelle Regioni e Pubbliche Amministrazioni che hanno messo a disposizione questa possibilità. In allegato il bando da scaricare;Presentazione di progetti di Servizio Civile Nazionale per complessivi 6.426 volontari. Scadenza: ore 14,00 del 30 giugno 2015

lunedì 18 maggio 2015

NASpI, circolare INPS con le istruzioni

Requisiti per l'accesso alla NASpI, dettagli su presentazione domanda, calcolo e durata prestazione, casi partitcolari: circolare INPS sull'indennità che sostituisce l'ASpI dallo scorso primo maggio.

Tutte le precisazioni sui requisiti necessari per il diritto alla NASpI, calcolo e misura dell’indennità, presentazione della domanda: ecco tutte le istruzioni operative INPS sullaNASpI, l’assicurazione sociale per l’impiego introdotta dalla Riforma Ammortizzatori Sociali del Jobs Act che viene corriposta a coloro che perdono il lavoro a partire dallo scorso primo maggio.
Destinatari NASpI
Ecco i dettagli relativi ai requisiti necessari per ildiritto alla NASpI:
·         stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c del decreto legislativo 181/2000, n. 181 e successive modificazioni: lo stato di disoccupazione deve essere involntario, quindi derivare da licenziamento o dimissioni per giusta causa. Sono escluse quindi le dimissioni e le risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro. Le dimissioni per giusta causa, che invece danno diritto alla NASpI, sono motivate dalle seguenti circostanze: mancato pagamento retribuzionemolestie sessuali sul luogo di lavoro, modificazioni peggiorative delle mansionimobbing, variazione delle condizioni di lavoro a seguito dicessione azienda, spostamento ad altra sede senza comprovate ragioni tecniche, comportamento ingiuioso del superiore gerarchico. E’ riconosciuto infine il diritto alla NASpI anche in caso di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità ex articolo 55 Dlgs 151/2001 (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio). Attenzione: se la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro avviene nell’ambito della procedura di conciliazione prevista dall’articolo 1, comma 40, della legge 92/2012, davanti alla DTl (direzione territoriale del lavoro), il lavoratore ha diritto alla NASpI;
·         13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedentil’inizio del periodo di disoccupazione: sono valide tutte le settimane con retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (anche se non versata). Questo non vale per lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, operai agricoli, apprendisti (per cui continuano a valere le precedenti regole). Se il lavoratore ha alternato periodi di lavoro nel settore agricolo e non agricolo, i periodi sono cumulabili se nel quadriennio precedente risulta prevalente la retribuzione non agricola. Ecco infine le voci di contribuzione utili al diritto: contributi previdenziali versati durante il rapporto di lavoro subordinato, contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione e i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro, periodi di lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati ove sia prevista la possibilità di totalizzazione, periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli otto anni di età nel limite di cinque giorni lavorativi nell’anno solare. Non si calcolano, invece: malattia e infortunio sul lavoro senza integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro, cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore, assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità;
·         30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione: si calcolano le giornate di effettiva presenza al lavoro a prescindere dalla durata oraria. I seguenti eventi determinato un allungamento dei 12 mesi (pari all durata dell’evento stesso): malattia e infortunio sul lavoro senza integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro, cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore, assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità, maternità, congedo parentale.
Calcolo NASpI
Qui c’è una differenza rispetto alla precedente ASpI: la base di calcolo è l’imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni (non più degli ultimi due), divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33. Per le frazioni di mese, il valore giornaliero dell’indennità si determina dividendo l’importo ottenuto con calcolo appena esposto per 30. Si considerano tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che siano interamente o parzialmente retribuite.
Se la retribuzione mensile 2015 è inferiore a 1.195 euro mensili, l’indennità è pari al 75% della retribuzione. Per stipendi superiori, la NASpI è pari al 75% a cui si aggiunge il 25% del differenziale fra retribizione mensile e 1195. Dal quarto mese di fruizione, la NASpI si riduce del 3% ogni mese.
Tutte queste regole si applicano anche a soci lavoratori delle cooperative e personale artistico assicurati dal primo gennaio 2013. La prestazione è erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni (massimo24 mesi). Ci sono una serie di casi particolari, elencati con precisione nella circolare, relativi ai lavoratori che hanno già fruito di altri ammoritzzatori negli anni precedenti. A partire dal 2017, la durata massima della NASpI sarà di 78 settimane (18 mesi).
Presentazione domanda
E’ il lavoratore che deve presentare domanda all’INPS, in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Modalità di presentazione: sito INPS (ci vuole in PIN dispositivo), patronati, contact center integrato INPS INAIL (803164 da rete fissa e 06 164 164 da rete mobile).
L’indennità è riconosciuta a partire dall’ottavo giorno successivo alla cessazione se la domanda domanda è presentata entro otto giorni, o dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda se è presentata dopo. Nei casi di maternità, malattia, infortunio sul lavoro, mancato preavviso, la NASpI è riconosciuto nello stesso modo di cui sopra, quindi o dall’ottavo giorno successivo (per domande presentato entro questo termine), o dal primo giorno successivo alla domanda. Infine, in caso di licenziamento per giusta causa, i 68 giorni per presentare la domanda decorrono dal 30esimo giorno successivo alla cessazione del rapporto: l’indennità viene poi corriposta cone le regole sopra esposte.
Importante: per gli eventi di disoccupazione che si sono verificati prima del primo maggio 2015, anche se la domanda viene presentata successivamente, il lavoratore percepirà l’ASpI, e non la NASpI.

La circolare INPS precisa poi tutte le regole relative all’incentivo all’autoimprenditorialità(possibilità di avere il trattamento in un’unica solzuioen per chi vuole avviare iniziative imprenditoriali), nuove attività lavorative in corso di prestazione, regime fiscale, istruzioni contabili. (Fonte: circolare INPS 94/2015).

venerdì 15 maggio 2015

Garanzia giovani, Tiraboschi: finora è un fallimento, tanti iscritti ma poche offerte di qualità

A un anno dal lancio dell’iniziativa europea, intervistiamo il professore direttore del centro “Marco Biagi” e coordinatore di Adapt, secondo il quale il bilancio in Italia è negativo: oltre l’80% dei ragazzi non ha ancora ricevuto proposte


Bruxelles – Poco più di un anno fa, il primo maggio 2014, in Italia veniva lanciata l’iniziativa europea Garanzia giovani. Secondo la Commissione europea, il progetto avrebbe dovuto “garantire che tutti i giovani di età inferiore ai 25 anni, iscritti o meno ai servizi per l’impiego” potessero ottenere “un’offerta valida entro 4 mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione”. L’obiettivo, però, sembra ancora lontano, come testimonia in questa intervista il professor Michele Tiraboschi, direttore del Centro studi internazionali e comparati “Marco Biagi” dell’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore del comitato scientifico di Adapt, associazione senza fini di lucro che promuove studi e ricerche nel mondo del lavoro.
A febbraio Adapt ha presentato un dossier dal titolo emblematico “Una garanzia che (ancora) non c’è”, nel quale si evidenziava che “solo il 3 per cento dei giovani presi in carico dai servizi competenti ha sin qui ricevuto una qualche forma di risposta in termini di lavoro o comunque di offerta formativa o di stage”. La situazione è ancora la stessa o qualcosa sta cambiando?
Negli ultimi mesi vi è stata una lieve crescita dei giovani ai quali è stata avanzata una proposta concreta, siamo intorno al 13% di coloro che si sono iscritti al piano. Purtroppo nell’ultimo report ministeriale questo dato è stato omesso e ci auguriamo che possa ricomparire nei successivi documenti. Questa crescita però non è assolutamente sufficiente, in quanto oltre l’80% di coloro che si sono iscritti non ha ricevuto proposte, e circa il 50% di loro non è stato ancora contattato. Per questo il giudizio non può che essere, in questa fase, negativo e non possiamo che sperare in una forte accelerata, pur difficile visti alcuni difetti sostanziali dell’attuazione del piano, come quello di appoggiarsi ad un sistema di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro che non funziona.
Il capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro, Bruno Busacca, ha previsto che entro la fine del programma gli iscritti saranno fra i 700 e gli 800 mila. Il problema è che le risorse messe a disposizione dell’Italia, come spiegato dallo stesso Busacca, permettono di accontentare solo 550 mila persone. In che modo è possibile uscire da questa impasse ed evitare che i giovani disoccupati vengano delusi per l’ennesima volta?
In questo momento non ha molto senso reclamare più risorse, è urgente valutare e capire come sono state utilizzate quelle già disponibili. Come detto solo 90mila giovani su quasi 600mila hanno ricevuto proposte concrete, siamo ancora molto indietro dall’esaurire le risorse disponibili per cui mi concentrerei sulla dimensione qualitativa del piano e non su quella finanziaria. Guardando le offerte sul portale online di Garanzia giovani possiamo trovare di tutto, quasi sempre offerte che non sono adatte agli obiettivi del piano. Per cui se anche tutte le risorse (comprese ipotetiche risorse aggiuntive) fossero utilizzate per misure che poco hanno a che fare con i veri obiettivi del piano, questo non si dovrebbe considerare una “missione compiuta” ma una occasione sprecata.
È previsto un monitoraggio a lungo temine per capire se gli iscritti a Garanzia giovani troveranno davvero un lavoro di qualità grazie al progetto europeo?
E’ previsto sia un monitoraggio in corso d’opera, che viene diffuso settimanalmente dal Ministero del lavoro sul portale online di Garanzia giovani sia un monitoraggio che seguirà l’arco di tempo complessivo 2014-2018. Questo valuterà diversi aspetti del piano come l’efficacia delle misure nazionali e territoriali, dei servizi erogati e l’impatto sui giovani iscritti. Ricordiamo però che l’obiettivo del piano non è quello di trovare per forza un impiego al giovane che si iscrive ma di intervenire per aumentarne l’occupabilità. Una buona occupabilità può e dovrebbe portare ad un lavoro ma questo potrebbe avvenire al di fuori di Garanzia giovani, come nel caso, ad esempio, che tramite il piano europeo il giovani svolga un corso di formazione volto ad aumentare le proprie competenze.
Dopo aver consegnato il vostro report a Jyrki Katainen, avete ricevuto qualche risposta dal vicepresidente della Commissione europea?

Abbiamo ricevuto una conferma della ricezione e una richiesta di chiarimenti (e inoltro di ulteriore materiale di analisi) da parte della Corte dei conti europea. Ci auguriamo che il nostro lavoro possa essere utilizzato, insieme a tanti altri, per valutare in modo obiettivo l’andamento del piano in Italia e possa contribuire a risolvere gli ostacoli ancora presenti.

PER SAPERNE DI PIU',CLICCA QUI

venerdì 1 maggio 2015

GIUNTA COMUNE DI MILANO-FOCUS QUALITA'

La Giunta, organo di governo del Comune, è presieduta dal Sindaco ed è composta da un numero di assessori variabile in relazione alla popolazione del Comune; nei comuni con popolazione maggiore di 1.000.000 di abitanti non possono essere più di 16, come a Milano.
La Giunta collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune e nell'attuazione degli indirizzi generali e politico – amministrativi del Consiglio, nei confronti del quale svolge attività propositiva e di impulso. Svolge una funzione di indirizzo, vigilanza e controllo politico amministrativo, non rientrando tra le sue competenze la funzione gestionale (salvo casi eccezionali di delega effettuata dal Sindaco nell'ambito delle sue competenze).
A norma dello Statuto del Comune di Milano, il Sindaco, in riferimento agli obiettivi e ai risultati complessivi cui è tesa l'azione amministrativa e secondo criteri dallo stesso disposti, conferisce agli Assessori gli incarichi in attuazione del principio della responsabilità politica. Si precisa che il modello organizzativo del Comune è stato definito indipendentemente dalle deleghe attribuite dal Sindaco agli Assessori. Si tende cioè a realizzare un'organizzazione che possa adattarsi a qualunque riparto di deleghe politiche nel rispetto degli interessi superiori del cittadino. Gli assessori svolgono unicamente un ruolo di indirizzo, vigilanza e controllo politico amministrativo.

GLI ASSESSORI. IL GIUDIZIO IL DEGLI UTENTI SULLA QUALITÀ  DEI SERVIZI   AI CITTADINI 


LEGGI La Giunta

La Voce degli Anziani : GIUNTA COMUNE DI MILANO-FOCUS QUALITA': La Giunta, organo di governo del Comune, è presieduta dal Sindaco ed è composta da un numero di assessori variabile in relazione alla pop...