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lunedì 9 dicembre 2019

Concorsi Scuola


In questa pagina sono presenti tutti i concorsi pubblici delle scuole italiane. Si tratta di una raccolta sempre aggiornata con i concorsi scuola per docenti / insegnanti, concorsi per personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). Questa sezione è molto utile per chi cerca lavoro in scuole pubbliche o scuole private, sia nell’ambito dell’insegnamento, sia nell’ambito dei servizi scolastici.
https://www.ticonsiglio.com/concorsi-scuola/

sabato 7 settembre 2019

Supplenze scuola, quando si deve presentare la Mad



Anche quest’anno le supplenze a scuola saranno numerose. Il ministero non riuscirà a coprire tutti i posti rimasti vacanti dopo le operazioni di immissione in ruolo. 
Diversi dirigenti scolastici saranno costretti a ricorrere ad emanare annunci di ricerca per riuscire ad assegnare le supplenze necessari a garantire la regolarità dell’anno scolastico che sta per cominciare. Questa esigenza diventa pressante perché nelle graduatorie di istituto non ci sono più docenti da nominare. 
Ma quando si capisce che è arrivato il momento di rimettere la Mad?
Cosa è la Mad
Chi si affaccia per la prima volta al mondo dell’insegnamento spesso non sa che può rimettere Mad. La definizione corretta è domanda di messa a disposizione. In rete esistono diversi portali che assicurano di eseguire il servizio di recapito presso tutte le scuole italiane. In realtà non esiste una formula specifica. Basta semplicemente inserire poche e semplici indicazioni. Chi lo desidera potrà scaricare un modulo allegato in fondo all’articolo.
Convocazioni
Gli aspiranti supplenti docenti e Ata possono sapere quando iniziano le chiamate da graduatorie d’istituto verificando i siti degli Uffici scolastici provinciali, nei quali vengono pubblicate le note contenenti gli avvisi dell’esaurimento di determinate graduatorie, oppure le circolari con il giorno, gli orari e il luogo della convocazione.

Le convocazioni possono essere talvolta accentrate, ovvero effettuate in presenza di più candidati. Nel caso in cui l’interessato fosse contattato dalla singola scuola, questi dovrà aprire la propria posta elettronica per visualizzare il messaggio. Lì ci sono tutte le caratteristiche e le informazioni che riguardano la proposta della supplenza.
Le disposizioni emanate dal Miur per l’utilizzo della Mad
Qualora dopo lo scorrimento di tutte le graduatorie, ivi comprese quelle di circolo e di istituto, occorra ancora procedere alla copertura di posti di personale docente, i competenti dirigenti scolastici dovranno utilizzare le graduatorie delle scuole viciniori nella provincia.
All’atto dell’esaurimento della graduatoria di istituto, ivi comprese le graduatorie delle istituzioni scolastiche viciniori, il dirigente scolastico, in un’ ottica di trasparenza, pubblica gli elenchi di aspiranti docenti che abbiano presentato istanza di MAD 

mercoledì 21 agosto 2019

Scuola, allarme precariato: cosa succederà a settembre


Avvio di anno scolastico con boom di insegnanti precari

Il numero di insegnanti precari crescerà con l’avvio dell’anno scolastico, ecco perché.
Con la riapertura delle scuole si ripresenta puntualmente ogni anno il problema dei precari. Nonostante le promesse e gli annunci di stabilizzazione e assunzione, la presenza di grandi numeri di insegnanti precari, impiegati come supplenti per coprire le carenze di organico e le inefficienze organizzative, sembra ormai la regola.
Ora ci si è messa anche la crisi di Governo che rischia di far saltare il Decreto Scuola, chiamato non a caso “salva precari”, emesso per stabilizzare finalmente gli insegnanti con almeno tre anni di servizio.
A complicare ancora di più la situazione quest’anno c’è la possibilità di pensionamento anticipato con Quota 100 che ha portato all’uscita dalla scuola di 17mila insegnanti, secondo i calcoli del sindacato Cisl scuola. Pensionamenti che tra l’altro rischiano di saltare, almeno in parte, a causa dei ritardi nella gestione di alcune pratiche.
Nel frattempo, sull’annunciato concorso docenti, con il quale era stata promessa dal ministro dell’Istruzione Bussetti l’assunzione di circa 70mila insegnanti, pesano tutte le incognite della crisi di Governo mentre dei bandi che dovevano essere pubblicati entro l’estate non si vede traccia.
Di fronte a questa complicata situazione di incertezza a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico 2019/2020 sta per esplodere la situazione degli insegnanti precari, con un vero e proprio boom di supplenze, peraltro previsto.
Secondo i calcoli della Cisl scuola su circa 844mila docenti i supplenti saranno almeno 170mila, tenendo conto anche di quelli di sostegno, circa 63mila. Il che significa che tra gli insegnanti del prossimo anno scolastico 1 su 5 sarà precario.
Intanto, sono in corso le convocazioni per le assunzioni degli insegnanti a tempo indeterminato (immissioni in ruolo), autorizzate dal Mef, che tuttavia saranno inferiori alle cattedre libere. I posti disponibili sono 58.627 mentre la richiesta di assunzioni di insegnanti autorizzata dal ministro Busssetti è ferma a 53.637 unità.
I posti che poi non saranno coperti con nomine in ruolo per la mancanza di aspiranti insegnanti in graduatoria sono circa 23mila, sempre secondo la Cisl.
Nello scorso anno scolastico, i supplenti sono stati circa 150mila, nel prossimo con 170mila aumenteranno di oltre il 13%. Un vero e proprio boom di docenti precari. Secondo la Cisl se un docente ha coperto per 3 anni il ruolo di supplente, deve poter contare su una procedura di reclutamento riservata, come giusto riconoscimento.
Il problema si presenta anche per il personale Ata, amministrativo, tecnico e ausiliario, con 17mila posti liberi, ma solo 7.646 nomine.

mercoledì 17 luglio 2019

Scuola, pronto il decreto Salva precari. Cosa prevede


Pas su più anni fino a esaurimento di tutti i richiedenti e concorso straordinario e abilitante, da oltre 24.000 posti, per i precari della terza fascia

È pronto il decreto Salva precari annunciato dal ministro dell’Istruzione Bussetti, per istituire i corsi Pas (percorsi abilitanti speciali) e la nuova fase transitoria rivolta ai docenti precari con 36 mesi di servizio.
CORSI PAS – Il decreto legge con il quale verrà dato corso all’accordo raggiunto con i sindacati è composto da 9 articoli.
Innanzitutto, si dispone l’indizione, per il 2019, di un Percorso abilitante speciale (Pas), su più cicli, il cui superamento comporta l’abilitazione all’insegnamento per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Oltre ai docenti della terza fascia vi potranno fare accesso i dottori di ricerca ed anche il personale già di ruolo che intende abilitarsi sull’ altra classe di concorso sulla quale non possiede la titolarità.
Da una parte i precari avranno accesso a un Percorso abilitante (fino al 2014 si sono chiamate Siss, poi Pas) che nell’arco di una stagione – attraverso le università italiane e una media di 3.000 euro paganti da ogni tirocinante – porterà all’inserimento nelle decisive graduatorie di Seconda fascia eall’assunzione del docente non appena si libererà un posto.
Fin da subito, comunque, i neoabilitati potranno insegnare in un istituto paritario. Nel nuovo percorso si entrerà per ordine di titoli, senza altre prove richieste in ingresso.
CONCORSO STRAORDINARIO – Al contempo, sarà bandito un concorso straordinario e abilitante, da oltre 24.000 posti, per chi ha già maturato tre anni di insegnamento nella scuola statale, di cui uno specifico nella classe di concorso per cui si intende concorrere.
La procedura del concorso scuola 2019 riservato finalizzata alla stabilizzazione prevede:
  • l’accesso ai docenti con tre annualità di servizio nella scuola statale maturate negli ultimi 8 anni;
  • il requisito di avere svolto almeno 1 anno di servizio nella classe di concorso specifica per la quale si concorre;
  • la valorizzazione del servizio prestato;
  • una prova scritta computer based;
  • una prova orale non selettiva.

martedì 16 luglio 2019

Bonus Sud 2019, la circolare INPS che non c’è



Bonus Sud 2019, la circolare INPS che ancora non c'è. Il Decreto Crescita ha "salvato" gli incentivi per i contratti stipulati da gennaio ad aprile 2019. Ma le aziende attendono ancora le istruzioni operative dell'Istituto, negli anni scorsi erano disponibili da marzo.
Bonus Sud 2019, la circolare INPSche ancora non c’è. Non è una buona annata per le aziende che hanno intenzione di accedere agli incentivi previsti per le assunzioni dei giovani nel Mezzogiorno.

Con le nuove disposizioni del Decreto Crescita, il pericolo di non poter accedere alle agevolazioni sui contratti stipulati da gennaio ad aprile 2019, come aveva inizialmente previsto l’ANPAL, è svanito.
Ma a luglio non sono ancora disponibili le istruzioni operative diffuse con una circolare INPS, secondo la prassi, e necessarie per i datori di lavoro che hanno intenzione di beneficiare del Bonus Sud.
Bonus Sud 2019, la circolare INPS che ancora non c’è
Il sistema delle agevolazioni in Italia è perlopiù retroattivo: decreti e istruzioni arrivano sempre dopo il primo giorno utile per usufruirne, ma i datori di lavoro sanno che non perdono il diritto agli incentivi.
Quest’anno, però, chi ha intenzione di beneficiare del Bonus Sud 2019 è rimasto qualche settimana col fiato sospeso: il 19 aprile l’ANPAL, Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, ha firmato il decreto direttoriale con cui stabiliva la possibilità di beneficiare degli incentivi solo per le assunzioni dal 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019.
Poi, ad appianare la situazione, è arrivato il Decreto Crescita. Con la legge di conversione sono stati stanziati 200 milioni di euro in più per consentire anche alle imprese che hanno assunto a inizio anno di accedere al bonus Sud.
La novità è stata recepita definitivamente da ANPAL con il decreto direttoriale del 12 luglio 2019. Il testo sancisce l’ufficialità: le aziende possono accedere alle agevolazioni dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.
Ma tra i datori di lavoro e il bonus Sud resta ancora un ostacolo: il 16 luglio, quando anche l’ultimo dubbio sul periodo utile per usufruirne è stato sciolto, non è ancora disponibile la circolare INPS con le istruzioni operative.
Bonus Sud 2019, si attende la circolare INPS per le istruzioni operative
Non si tratta di una formalità, ma di un passaggio fondamentale per accedere alle agevolazioni.
Di certo questo è un anno particolare, ma il ritardo sulla pubblicazione delle istruzioni per le aziende è notevole: nel 2017 la circolare sul Bonus Sud è arrivata il 1° marzo, mentre nel 2018 è stata pubblicata il 19 marzo.
Per le assunzioni di disoccupati dai 16 ai 34 anni, o dai 35 anni in poi se disoccupati da almeno 6 mesi, le aziende hanno diritto a un incentivo pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo di 8.060,00 eurosu base annua, riparametrato e applicato su base mensile per dodici mensilità.
I testi della circolare INPS sul bonus Sud negli anni scorsi hanno messo nero su bianco tutte le regole a cui attenersi e tutte le istruzioni operative per beneficiare.
Dai requisti richiesti ai datori di lavoro alle istruzioni contabili, dalle caratteristiche dei lavoratori per i quali spetta l’incentivo alla compilazione della dichiarazione contributiva: le informazioni utili sono contenute tutte nel documento diffuso dall’Istituto, vera e propria chiave d’accesso che tarda ad arrivare.
Dopo la pubblicazione del Decreto ANPAL del 12 luglio, non c’è dubbio: gli incentivi arriveranno per tutti, ma l’attesa continua. Ed è lunga.
PER SAPERNE DI PIU'.CLICCA, QUI

mercoledì 15 maggio 2019

ELEZIONI COMUNALI 13/06/1999 SAN FELE RISULTATI


N° TRE LISTE CIVICHE IN CAMPO
Elettori    5.323    Votanti 2.815                        52,88%
Schede bianche    100 Schede non valide (bianche incl.)    180        

Candidati                            Liste/Gruppi  Voti          
SPERDUTO DONATO      Eletto sind.  1.026      38,94%     
DEL MONTE FRANCO                          932       35,37%       
NOLE' MARIO DONATO                        677       25,69%



martedì 14 maggio 2019

Disoccupati di lunga durata: 900mila al Sud, più che in tutta la Germania



In Campania (286.000) e Calabria (105.000) più disoccupati di lunga durata che in tutto il Regno Unito (352.000). Lo dicono i dati Eurostat

Quando si parla di lavoro in Italia c’è da fare i conti con una realtà dalle tinte fosche che nonostante qualche segnale positivo non riesce a trovare la strada della ripresa. Come sempre, a scattare la fotografia di uno scenario tutt'altro che positivo, ci pensano i numeri.  disoccupati di lunga durata, ossia quelli in cerca di lavoro da oltre 12 mesi, diminuiscono in Italia nel 2018 fissandosi a 1,6 milioni di unità (-81.600) ma sono il numero più elevato in Ue. Tra Sud (594.000) e Isole (312.000) i disoccupati da oltre un anno sono oltre 900.000, un dato di molto superiore a quello dell’intera Germania (600.000) nella quale però vivono 82 milioni di persone a fronte dei 20,6 residenti al Sud.

IL CONFRONTO CON LA GERMANIA – Come detto, nel nostro Paese, la disoccupazione di lunga durata seppure in calo rispetto al 2017 è più che raddoppiata rispetto al 2008 quando erano senza lavoro da oltre 12 mesi solo 752mila persone. In Germania, invece,  l’andamento è stato praticamente opposto rispetto al nostro Paese con 1,6 milioni di disoccupati di lunga durata nel 2008 e un milione in meno (600mila) dieci anni dopo.
Lo dicono i dati Eurostat secondo i quali in Campania (286.000) e Calabria (105.000) ci sono più disoccupati di lunga durata dell’intero Regno Unito (352.000).
LE “DUE” ITALIA – Come sempre, c’è da fare i conti con una Italia che sembra letteralmente spaccata in due. Molto significative, infatti, le differenze sul territorio con il solito Nord più virtuoso rispetto al Mezzogiorno che, purtroppo, arranca e stenta, intrappolato nelle sabbie mobili di una crisi che non lascia scampo.
LAVORO, IL DIFFICILE CAMMINO DELLE DONNE 
– Nonostante l’occupazione femminile in Italia sia cresciuta (era al 49,5% nel 2018 dal 48,9% del 2017) cresce ancora il divario con il tasso medio di occupazione femminile in Europa (63,3%, dal 62,4% del 2017).
Dopo la Mayotte, regione d’oltremare francese, ci sono quattro regioni italiane agli ultimi posti nell’Unione europea con la Sicilia che scende dal 29,2% del 2017 al 29,1%, la Campania stabile al 29,4% e la Calabria al 31% e la Puglia al 32,8%, in crescita rispetto all’anno precedente. In pratica lavora, almeno ufficialmente, meno di una donna su tre.

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