Associazione Istruzione Unita Scuola-
info +393519120469










mercoledì 17 luglio 2019

Scuola, pronto il decreto Salva precari. Cosa prevede


Pas su più anni fino a esaurimento di tutti i richiedenti e concorso straordinario e abilitante, da oltre 24.000 posti, per i precari della terza fascia

È pronto il decreto Salva precari annunciato dal ministro dell’Istruzione Bussetti, per istituire i corsi Pas (percorsi abilitanti speciali) e la nuova fase transitoria rivolta ai docenti precari con 36 mesi di servizio.
CORSI PAS – Il decreto legge con il quale verrà dato corso all’accordo raggiunto con i sindacati è composto da 9 articoli.
Innanzitutto, si dispone l’indizione, per il 2019, di un Percorso abilitante speciale (Pas), su più cicli, il cui superamento comporta l’abilitazione all’insegnamento per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Oltre ai docenti della terza fascia vi potranno fare accesso i dottori di ricerca ed anche il personale già di ruolo che intende abilitarsi sull’ altra classe di concorso sulla quale non possiede la titolarità.
Da una parte i precari avranno accesso a un Percorso abilitante (fino al 2014 si sono chiamate Siss, poi Pas) che nell’arco di una stagione – attraverso le università italiane e una media di 3.000 euro paganti da ogni tirocinante – porterà all’inserimento nelle decisive graduatorie di Seconda fascia eall’assunzione del docente non appena si libererà un posto.
Fin da subito, comunque, i neoabilitati potranno insegnare in un istituto paritario. Nel nuovo percorso si entrerà per ordine di titoli, senza altre prove richieste in ingresso.
CONCORSO STRAORDINARIO – Al contempo, sarà bandito un concorso straordinario e abilitante, da oltre 24.000 posti, per chi ha già maturato tre anni di insegnamento nella scuola statale, di cui uno specifico nella classe di concorso per cui si intende concorrere.
La procedura del concorso scuola 2019 riservato finalizzata alla stabilizzazione prevede:
  • l’accesso ai docenti con tre annualità di servizio nella scuola statale maturate negli ultimi 8 anni;
  • il requisito di avere svolto almeno 1 anno di servizio nella classe di concorso specifica per la quale si concorre;
  • la valorizzazione del servizio prestato;
  • una prova scritta computer based;
  • una prova orale non selettiva.

martedì 16 luglio 2019

Bonus Sud 2019, la circolare INPS che non c’è



Bonus Sud 2019, la circolare INPS che ancora non c'è. Il Decreto Crescita ha "salvato" gli incentivi per i contratti stipulati da gennaio ad aprile 2019. Ma le aziende attendono ancora le istruzioni operative dell'Istituto, negli anni scorsi erano disponibili da marzo.
Bonus Sud 2019, la circolare INPSche ancora non c’è. Non è una buona annata per le aziende che hanno intenzione di accedere agli incentivi previsti per le assunzioni dei giovani nel Mezzogiorno.

Con le nuove disposizioni del Decreto Crescita, il pericolo di non poter accedere alle agevolazioni sui contratti stipulati da gennaio ad aprile 2019, come aveva inizialmente previsto l’ANPAL, è svanito.
Ma a luglio non sono ancora disponibili le istruzioni operative diffuse con una circolare INPS, secondo la prassi, e necessarie per i datori di lavoro che hanno intenzione di beneficiare del Bonus Sud.
Bonus Sud 2019, la circolare INPS che ancora non c’è
Il sistema delle agevolazioni in Italia è perlopiù retroattivo: decreti e istruzioni arrivano sempre dopo il primo giorno utile per usufruirne, ma i datori di lavoro sanno che non perdono il diritto agli incentivi.
Quest’anno, però, chi ha intenzione di beneficiare del Bonus Sud 2019 è rimasto qualche settimana col fiato sospeso: il 19 aprile l’ANPAL, Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, ha firmato il decreto direttoriale con cui stabiliva la possibilità di beneficiare degli incentivi solo per le assunzioni dal 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019.
Poi, ad appianare la situazione, è arrivato il Decreto Crescita. Con la legge di conversione sono stati stanziati 200 milioni di euro in più per consentire anche alle imprese che hanno assunto a inizio anno di accedere al bonus Sud.
La novità è stata recepita definitivamente da ANPAL con il decreto direttoriale del 12 luglio 2019. Il testo sancisce l’ufficialità: le aziende possono accedere alle agevolazioni dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.
Ma tra i datori di lavoro e il bonus Sud resta ancora un ostacolo: il 16 luglio, quando anche l’ultimo dubbio sul periodo utile per usufruirne è stato sciolto, non è ancora disponibile la circolare INPS con le istruzioni operative.
Bonus Sud 2019, si attende la circolare INPS per le istruzioni operative
Non si tratta di una formalità, ma di un passaggio fondamentale per accedere alle agevolazioni.
Di certo questo è un anno particolare, ma il ritardo sulla pubblicazione delle istruzioni per le aziende è notevole: nel 2017 la circolare sul Bonus Sud è arrivata il 1° marzo, mentre nel 2018 è stata pubblicata il 19 marzo.
Per le assunzioni di disoccupati dai 16 ai 34 anni, o dai 35 anni in poi se disoccupati da almeno 6 mesi, le aziende hanno diritto a un incentivo pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo di 8.060,00 eurosu base annua, riparametrato e applicato su base mensile per dodici mensilità.
I testi della circolare INPS sul bonus Sud negli anni scorsi hanno messo nero su bianco tutte le regole a cui attenersi e tutte le istruzioni operative per beneficiare.
Dai requisti richiesti ai datori di lavoro alle istruzioni contabili, dalle caratteristiche dei lavoratori per i quali spetta l’incentivo alla compilazione della dichiarazione contributiva: le informazioni utili sono contenute tutte nel documento diffuso dall’Istituto, vera e propria chiave d’accesso che tarda ad arrivare.
Dopo la pubblicazione del Decreto ANPAL del 12 luglio, non c’è dubbio: gli incentivi arriveranno per tutti, ma l’attesa continua. Ed è lunga.
PER SAPERNE DI PIU'.CLICCA, QUI

mercoledì 15 maggio 2019

ELEZIONI COMUNALI 13/06/1999 SAN FELE RISULTATI


N° TRE LISTE CIVICHE IN CAMPO
Elettori    5.323    Votanti 2.815                        52,88%
Schede bianche    100 Schede non valide (bianche incl.)    180        

Candidati                            Liste/Gruppi  Voti          
SPERDUTO DONATO      Eletto sind.  1.026      38,94%     
DEL MONTE FRANCO                          932       35,37%       
NOLE' MARIO DONATO                        677       25,69%



martedì 14 maggio 2019

Disoccupati di lunga durata: 900mila al Sud, più che in tutta la Germania



In Campania (286.000) e Calabria (105.000) più disoccupati di lunga durata che in tutto il Regno Unito (352.000). Lo dicono i dati Eurostat

Quando si parla di lavoro in Italia c’è da fare i conti con una realtà dalle tinte fosche che nonostante qualche segnale positivo non riesce a trovare la strada della ripresa. Come sempre, a scattare la fotografia di uno scenario tutt'altro che positivo, ci pensano i numeri.  disoccupati di lunga durata, ossia quelli in cerca di lavoro da oltre 12 mesi, diminuiscono in Italia nel 2018 fissandosi a 1,6 milioni di unità (-81.600) ma sono il numero più elevato in Ue. Tra Sud (594.000) e Isole (312.000) i disoccupati da oltre un anno sono oltre 900.000, un dato di molto superiore a quello dell’intera Germania (600.000) nella quale però vivono 82 milioni di persone a fronte dei 20,6 residenti al Sud.

IL CONFRONTO CON LA GERMANIA – Come detto, nel nostro Paese, la disoccupazione di lunga durata seppure in calo rispetto al 2017 è più che raddoppiata rispetto al 2008 quando erano senza lavoro da oltre 12 mesi solo 752mila persone. In Germania, invece,  l’andamento è stato praticamente opposto rispetto al nostro Paese con 1,6 milioni di disoccupati di lunga durata nel 2008 e un milione in meno (600mila) dieci anni dopo.
Lo dicono i dati Eurostat secondo i quali in Campania (286.000) e Calabria (105.000) ci sono più disoccupati di lunga durata dell’intero Regno Unito (352.000).
LE “DUE” ITALIA – Come sempre, c’è da fare i conti con una Italia che sembra letteralmente spaccata in due. Molto significative, infatti, le differenze sul territorio con il solito Nord più virtuoso rispetto al Mezzogiorno che, purtroppo, arranca e stenta, intrappolato nelle sabbie mobili di una crisi che non lascia scampo.
LAVORO, IL DIFFICILE CAMMINO DELLE DONNE 
– Nonostante l’occupazione femminile in Italia sia cresciuta (era al 49,5% nel 2018 dal 48,9% del 2017) cresce ancora il divario con il tasso medio di occupazione femminile in Europa (63,3%, dal 62,4% del 2017).
Dopo la Mayotte, regione d’oltremare francese, ci sono quattro regioni italiane agli ultimi posti nell’Unione europea con la Sicilia che scende dal 29,2% del 2017 al 29,1%, la Campania stabile al 29,4% e la Calabria al 31% e la Puglia al 32,8%, in crescita rispetto all’anno precedente. In pratica lavora, almeno ufficialmente, meno di una donna su tre.

TI POTREBBE ANCHE INTERESSARE
DOCUMENTI DISOCCUPATI

martedì 23 ottobre 2018

Domanda di disoccupazione, rilascio DID anche dai patronati

<Domanda di disoccupazione, rilascio DID anche dai patronati e dai centri per l’impiego a partire dal 22 ottobre 2018. A comunicarlo è l’ANPAL>
I lavoratori ai fini della certificazione dello stato di disoccupazione potranno rivolgersi anche ai patronati convenzionati per l’inserimento della DID, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.
L’inserimento della DID online è uno degli adempimenti fondamentali per l’avvio dello stato di disoccupazione.
L’obbligo di rilascio non riguarda, invece, i lavoratori che hanno fatto domanda di disoccupazione e percepiscono la Naspi o altre indennità di disoccupazione.
Domanda di disoccupazione, rilascio DID anche dai patronati
A partire dal 22 ottobre 2018 il rilascio della DID online può essere effettuato anche mediante il supporto di centri per l’impiego e patronati convenzionati. Tutte le indicazioni in merito sono state pubblicate sul sito dell’ANPAL, l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.
La DID online determina l’avvio formale dello stato di disoccupazione per i lavoratori privi di impiego e quindi consente di accedere ai servizi per l’inserimento nel mercato del lavoro offerti dai centri per l’impiego.
La compilazione e il rilascio della DID online è seguita da un ulteriore obbligo per i lavoratori in disoccupazione, ovvero quello della sottoscrizione del patto di servizio personalizzato mediante il quale vengono definite le misure di politica attiva per il reinserimento nel mondo del lavoro.
Oltre alla compilazione e richiesta tramite i patronati e i centri per l’impiego, la DID online può essere compilata anche autonomamente accedendo al sito dell’ANPAL.
DID online: modalità di rilascio
Sono tre le modalità di rilascio della DID, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro:
  • tramite il sito dell’ANPAL;
  • tramite il sito dell’INPS;
  • dal 22 ottobre 2018 tramite patronati e centri per l’impiego.
La richiesta, come sopra anticipato, è uno degli step necessari per ottenere lo stato di disoccupazione, accanto alla sottoscrizione presso il Centro per l’Impiego del patto di servizio personalizzato, che definisce il percorso delle misure di politica attiva del lavoro per l’inserimento nel mercato del lavoro.
Il rilascio della DID Online è possibile non solo per chi è già disoccupato ma anche per i soggetti a rischio, cioè lavoratori e lavoratrici che hanno ricevuto comunicazione di licenziamento.
Chi beneficia di una prestazione di sostegno al reddito non deve inserire la DID sul portale Anpal, perché la presentazione all’Inps di una domanda di Naspi, di Dis-coll, o di indennità di mobilità equivale ad aver dichiarato la propria immediata disponibilità al lavoro presso i servizi per l’impiego.
per saperne di piu',clicca qui

sabato 10 febbraio 2018

SCUOLA, personae ATA: a sorpresa scende in campo un nonno dello IUniSuoLa a fianco dei 2 milioni aspiranti precari



Campa cavallo che l'erba cresce


"Da diversi mesi è stato rimandato l’aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto del Personale ATA. Questo perché, dato l’ingente numero di domande arrivate dai candidati (circa 2 milioni) le segreterie scolastiche non sono riuscite a caricarle in tempo, facendo slittare di un anno l’aggiornamento ufficiale. Intanto i candidati sono in attesa di compilare il modello D3, cioè quello inerente alla scelta delle trenta scuole in cui si aspira a lavorare nel triennio 2018/2021. Il Ministero dell'Istruzione, a tal proposito, ha comunicato che sarà possibile scegliere le scuole nel mese di marzo 2018. Dunque se non c’è ancora un termine ultimo preciso per inoltrare la domanda di inserimento/aggiornamento [VIDEO], gli aspiranti Personale ATA devono sapere che nel mese di marzo potranno finalmente compilare il modello D3 sul portale ‘Polis – Istanze Online’."

by archivio IUniScuoLa

Precariato :Un nonno della IUniScuola coordina il Mo.G.I.V.

I giovani inoccupati ovvero i tanti aspiranti a un lavoro nella scuola illusi ,delusi e stanchi di aspettare la chiamata per l’incarico a tempo determinato si sono organizzati all’interno della IUniScuola per ottenere “più welfare per superare i privilegi di pochi per il bene di tutti”.


LEGGI TUTTO

lunedì 29 gennaio 2018

Reddito di inclusione: la povertà farà meno paura? Al via i primi pagamenti

Da sabato in poi la povertà fa meno paura? Questo ancora non è dato saperlo, ciò che è certo intanto è che dopo tante parole e qualche polemica partono domani i primi pagamenti per il reddito di inclusione, la misura introdotta per il contrasto alla povertà in Italia.
Lo rende noto l’Inps che annuncio anche che a breve sarà pubblicato un report sui numeri delle persone che lo hanno chiesto e sulle domande  che sono state accolte. 
Giuliano Poletti, ministro del lavoro,  ribadendo l’innesto di seicento persone nei centri per l’impiego per occuparsi delle famiglie che avranno il Rei e che dovranno essere inserite in un progetto di occupabilità, ha confermato che “dalla fine di questo mese le persone che hanno avuto certificato il diritto ad avere il Rei lo riceveranno”.
 
Una parola, povertà, che fa ancora troppa paura. Ancora di più se si guarda al rapporto choc diffuso da Oxfam pochi giorni fa in occasione del Forum economica mondiali di Davos.
La brutta notizia è che viviamo e andiamo sempre più in direzione di un mondo ingiusto e diseguale  dove, in pratica, la forbice tra ricchezza e povertà aumenta di giorno in giorno.Per dirla in soldoni, i ricchi sono sempre più ricchi. I poveri sempre più poveri. 
1% contro tutti – In linea con il rapporto, l’ 82% dell’incremento di ricchezza netta registrato tra marzo 2016 e marzo 2017 è andato all’1% più ricco della popolazione globale, mentre a 3,7 miliardi di persone che costituiscono la metà più povera del mondo non è arrivato un solo centesimo. Il dossier rivela anche come “il sistema economico attuale consenta solo a una ristretta élite di accumulare enormi fortune, mentre centinaia di milioni di persone lottano per la sopravvivenza con salari da fame”.
La situazione in Italia –   A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, il successivo 20% ne controllava il 18,8%, lasciando al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale. La quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani superava di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione.