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mercoledì 15 maggio 2019

ELEZIONI COMUNALI 13/06/1999 SAN FELE RISULTATI


N° TRE LISTE CIVICHE IN CAMPO
Elettori    5.323    Votanti 2.815                        52,88%
Schede bianche    100 Schede non valide (bianche incl.)    180        

Candidati                            Liste/Gruppi  Voti          
SPERDUTO DONATO      Eletto sind.  1.026      38,94%     
DEL MONTE FRANCO                          932       35,37%       
NOLE' MARIO DONATO                        677       25,69%



martedì 14 maggio 2019

Disoccupati di lunga durata: 900mila al Sud, più che in tutta la Germania



In Campania (286.000) e Calabria (105.000) più disoccupati di lunga durata che in tutto il Regno Unito (352.000). Lo dicono i dati Eurostat

Quando si parla di lavoro in Italia c’è da fare i conti con una realtà dalle tinte fosche che nonostante qualche segnale positivo non riesce a trovare la strada della ripresa. Come sempre, a scattare la fotografia di uno scenario tutt'altro che positivo, ci pensano i numeri.  disoccupati di lunga durata, ossia quelli in cerca di lavoro da oltre 12 mesi, diminuiscono in Italia nel 2018 fissandosi a 1,6 milioni di unità (-81.600) ma sono il numero più elevato in Ue. Tra Sud (594.000) e Isole (312.000) i disoccupati da oltre un anno sono oltre 900.000, un dato di molto superiore a quello dell’intera Germania (600.000) nella quale però vivono 82 milioni di persone a fronte dei 20,6 residenti al Sud.

IL CONFRONTO CON LA GERMANIA – Come detto, nel nostro Paese, la disoccupazione di lunga durata seppure in calo rispetto al 2017 è più che raddoppiata rispetto al 2008 quando erano senza lavoro da oltre 12 mesi solo 752mila persone. In Germania, invece,  l’andamento è stato praticamente opposto rispetto al nostro Paese con 1,6 milioni di disoccupati di lunga durata nel 2008 e un milione in meno (600mila) dieci anni dopo.
Lo dicono i dati Eurostat secondo i quali in Campania (286.000) e Calabria (105.000) ci sono più disoccupati di lunga durata dell’intero Regno Unito (352.000).
LE “DUE” ITALIA – Come sempre, c’è da fare i conti con una Italia che sembra letteralmente spaccata in due. Molto significative, infatti, le differenze sul territorio con il solito Nord più virtuoso rispetto al Mezzogiorno che, purtroppo, arranca e stenta, intrappolato nelle sabbie mobili di una crisi che non lascia scampo.
LAVORO, IL DIFFICILE CAMMINO DELLE DONNE 
– Nonostante l’occupazione femminile in Italia sia cresciuta (era al 49,5% nel 2018 dal 48,9% del 2017) cresce ancora il divario con il tasso medio di occupazione femminile in Europa (63,3%, dal 62,4% del 2017).
Dopo la Mayotte, regione d’oltremare francese, ci sono quattro regioni italiane agli ultimi posti nell’Unione europea con la Sicilia che scende dal 29,2% del 2017 al 29,1%, la Campania stabile al 29,4% e la Calabria al 31% e la Puglia al 32,8%, in crescita rispetto all’anno precedente. In pratica lavora, almeno ufficialmente, meno di una donna su tre.

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DOCUMENTI DISOCCUPATI

martedì 23 ottobre 2018

Domanda di disoccupazione, rilascio DID anche dai patronati

<Domanda di disoccupazione, rilascio DID anche dai patronati e dai centri per l’impiego a partire dal 22 ottobre 2018. A comunicarlo è l’ANPAL>
I lavoratori ai fini della certificazione dello stato di disoccupazione potranno rivolgersi anche ai patronati convenzionati per l’inserimento della DID, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.
L’inserimento della DID online è uno degli adempimenti fondamentali per l’avvio dello stato di disoccupazione.
L’obbligo di rilascio non riguarda, invece, i lavoratori che hanno fatto domanda di disoccupazione e percepiscono la Naspi o altre indennità di disoccupazione.
Domanda di disoccupazione, rilascio DID anche dai patronati
A partire dal 22 ottobre 2018 il rilascio della DID online può essere effettuato anche mediante il supporto di centri per l’impiego e patronati convenzionati. Tutte le indicazioni in merito sono state pubblicate sul sito dell’ANPAL, l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro.
La DID online determina l’avvio formale dello stato di disoccupazione per i lavoratori privi di impiego e quindi consente di accedere ai servizi per l’inserimento nel mercato del lavoro offerti dai centri per l’impiego.
La compilazione e il rilascio della DID online è seguita da un ulteriore obbligo per i lavoratori in disoccupazione, ovvero quello della sottoscrizione del patto di servizio personalizzato mediante il quale vengono definite le misure di politica attiva per il reinserimento nel mondo del lavoro.
Oltre alla compilazione e richiesta tramite i patronati e i centri per l’impiego, la DID online può essere compilata anche autonomamente accedendo al sito dell’ANPAL.
DID online: modalità di rilascio
Sono tre le modalità di rilascio della DID, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro:
  • tramite il sito dell’ANPAL;
  • tramite il sito dell’INPS;
  • dal 22 ottobre 2018 tramite patronati e centri per l’impiego.
La richiesta, come sopra anticipato, è uno degli step necessari per ottenere lo stato di disoccupazione, accanto alla sottoscrizione presso il Centro per l’Impiego del patto di servizio personalizzato, che definisce il percorso delle misure di politica attiva del lavoro per l’inserimento nel mercato del lavoro.
Il rilascio della DID Online è possibile non solo per chi è già disoccupato ma anche per i soggetti a rischio, cioè lavoratori e lavoratrici che hanno ricevuto comunicazione di licenziamento.
Chi beneficia di una prestazione di sostegno al reddito non deve inserire la DID sul portale Anpal, perché la presentazione all’Inps di una domanda di Naspi, di Dis-coll, o di indennità di mobilità equivale ad aver dichiarato la propria immediata disponibilità al lavoro presso i servizi per l’impiego.
per saperne di piu',clicca qui

sabato 10 febbraio 2018

SCUOLA, personae ATA: a sorpresa scende in campo un nonno dello IUniSuoLa a fianco dei 2 milioni aspiranti precari



Campa cavallo che l'erba cresce


"Da diversi mesi è stato rimandato l’aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto del Personale ATA. Questo perché, dato l’ingente numero di domande arrivate dai candidati (circa 2 milioni) le segreterie scolastiche non sono riuscite a caricarle in tempo, facendo slittare di un anno l’aggiornamento ufficiale. Intanto i candidati sono in attesa di compilare il modello D3, cioè quello inerente alla scelta delle trenta scuole in cui si aspira a lavorare nel triennio 2018/2021. Il Ministero dell'Istruzione, a tal proposito, ha comunicato che sarà possibile scegliere le scuole nel mese di marzo 2018. Dunque se non c’è ancora un termine ultimo preciso per inoltrare la domanda di inserimento/aggiornamento [VIDEO], gli aspiranti Personale ATA devono sapere che nel mese di marzo potranno finalmente compilare il modello D3 sul portale ‘Polis – Istanze Online’."

by archivio IUniScuoLa

Precariato :Un nonno della IUniScuola coordina il Mo.G.I.V.

I giovani inoccupati ovvero i tanti aspiranti a un lavoro nella scuola illusi ,delusi e stanchi di aspettare la chiamata per l’incarico a tempo determinato si sono organizzati all’interno della IUniScuola per ottenere “più welfare per superare i privilegi di pochi per il bene di tutti”.


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lunedì 29 gennaio 2018

Reddito di inclusione: la povertà farà meno paura? Al via i primi pagamenti

Da sabato in poi la povertà fa meno paura? Questo ancora non è dato saperlo, ciò che è certo intanto è che dopo tante parole e qualche polemica partono domani i primi pagamenti per il reddito di inclusione, la misura introdotta per il contrasto alla povertà in Italia.
Lo rende noto l’Inps che annuncio anche che a breve sarà pubblicato un report sui numeri delle persone che lo hanno chiesto e sulle domande  che sono state accolte. 
Giuliano Poletti, ministro del lavoro,  ribadendo l’innesto di seicento persone nei centri per l’impiego per occuparsi delle famiglie che avranno il Rei e che dovranno essere inserite in un progetto di occupabilità, ha confermato che “dalla fine di questo mese le persone che hanno avuto certificato il diritto ad avere il Rei lo riceveranno”.
 
Una parola, povertà, che fa ancora troppa paura. Ancora di più se si guarda al rapporto choc diffuso da Oxfam pochi giorni fa in occasione del Forum economica mondiali di Davos.
La brutta notizia è che viviamo e andiamo sempre più in direzione di un mondo ingiusto e diseguale  dove, in pratica, la forbice tra ricchezza e povertà aumenta di giorno in giorno.Per dirla in soldoni, i ricchi sono sempre più ricchi. I poveri sempre più poveri. 
1% contro tutti – In linea con il rapporto, l’ 82% dell’incremento di ricchezza netta registrato tra marzo 2016 e marzo 2017 è andato all’1% più ricco della popolazione globale, mentre a 3,7 miliardi di persone che costituiscono la metà più povera del mondo non è arrivato un solo centesimo. Il dossier rivela anche come “il sistema economico attuale consenta solo a una ristretta élite di accumulare enormi fortune, mentre centinaia di milioni di persone lottano per la sopravvivenza con salari da fame”.
La situazione in Italia –   A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, il successivo 20% ne controllava il 18,8%, lasciando al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale. La quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani superava di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione.
       
                                 

giovedì 25 gennaio 2018

Precariato in crescita

I numeri dell’occupazione in Lazio: crescono i contratti a termine e il precariato.


Migliorano le cifre dell’occupazione in Lazio, tuttavia i passi in avanti sono strettamente legati all’aumento dei contratti a termine. A segnalarlo è l’Osservatorio sul precariato dell’Inps relativamente al periodo gennaio-novembre 2017.
Precisamente, nel mese di novembre i contratti a termine sono stati il 77,69% del totale dei contratti attivati, in pratica una media di tre assunzioni su quattro.
Secondo il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, tuttavia, molto spesso si tratta di più contratti a termine attivati per lo stesso individuo.
Incrociando i dati emerge inoltre che la maggioranza di questi contratti ha una durata breve, spesso brevissima: da 1 a 30 giorni per circa il 60%, il 30% dei quali si riduce a un giorno. Questo non è precariato: è qualcosa di peggio. È il trionfo dei lavoretti e a chi svolge lavoretti non si applicano gli ammortizzatori sociali perché non viene raggiunto il numero minimo di settimane.»
Contemporaneamente, a diminuire sono i numeri dei lavoratori che possono contare su un contratto a tempo indeterminato.
«Nel periodo gennaio-novembre 2017 i contratti a tempo indeterminato non sostituiti sono stati 38.335, un dato significativamente più alto rispetto al 2016, quando nello stesso intervallo di tempo sono stati persi 26.787 posti di lavoro stabile».

lunedì 8 gennaio 2018

Bando RESTO AL SUD: al Via le domande per gli incentivi, si presenteranno dal 15 Gennaio 2018

Dal prossimo 15 gennaio 2018 sarà possibile presentare le domande a Invitalia per gli incentivi Resto al Sud.
Sulla Gazzetta ufficiale n. 284 del 5 dicembre 2017 è stato pubblicato il decreto del Ministero della coesione territoriale e del Mezzogiorno 9 novembre 2017, n. 174recante “Regolamento concernente la misura incentivante «Resto al Sud» di cui all’articolo 1, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123”.
Si tratta del Regolamento attuativo della misura contenuta nel Decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 convertito dalla legge 3 agosto 2017, n. 123 (cosiddetto “dl Mezzogiorno”), destinata agli under 36 di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
La nuova agevolazione ha come obiettivo quello di facilitare la nascita di nuove micro e piccole imprese nel Sud Italia per riuscire a sostenere la crescita economica.
L’incentivo è determinante per lo sviluppo economico del nostro Paese e per lanciare le ultime misure adottate dal Governo a favore dei giovani meridionali.
Il provvedimento, finalizzato a spingere l’imprenditoria giovanile nel Sud, ha una dotazione finanziaria complessiva di 1 miliardo e 300 milioni a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (programmazione 2014-2020) e prevede un contributo a fondo perduto (35% dell’investimento) e un finanziamento bancario a tasso zero (65% dell’investimento).


Beneficiari
L’intervento agevolativo è rivolto ai soggetti di età compresa tra i 18 i 35 anni età residenti in Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia che presentino i seguenti requisiti:
Le richieste di agevolazioni possono essere presentate dai soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che siano in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:
– siano residenti nelle regioni di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 91/2017, al momento della presentazione della domanda o vi trasferiscano la residenza entro sessanta giorni, o entro centoventi giorni se residenti all’estero, dalla comunicazione del positivo esito dell’istruttoria di cui all’articolo 9 del decreto;
– non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017, data di entrata in vigore del decreto-legge n. 91/2017, o beneficiari, nell’ultimo triennio, a decorrere dalla data di presentazione della domanda, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.
 
Progetti agevolabili
Sono agevolati i progetti relativi alla produzione di beni nei settori dell’agricoltura, turismo, dell’artigianato o dell’industria, ovvero relativi alla fornitura di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi settore.
Sono escluse le attività libero professionali e del commercio.

Importo agevolabile
Le agevolazioni saranno concesse fino ad un massimo di 50.000 euro per ciascun richiedente.
L’intervento finanziato per il 35% sarà a fondo perduto erogato dal soggetto gestore della misura e per il restante 65% dovrà essere rimborsato in 8 anni a tasso zero.
Il prestito sarà effettuato da una banca con la copertura dello Stato attraverso il Fondo di Garanzia PMI.
Il finanziamento del Governo, però, non può coprire le spese per la progettazione dell’impresa e per il personale.
Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 50 mila euro per ciascun socio che presenti i requisiti richiesti, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200 mila euro.
Evidenziamo che la domanda per accedere al finanziamento “Resto al Sud” può essere inoltrata anche dalle imprese ancora da costituire.

Presentazione domande
Le domande di accesso ai finanziamenti potranno essere presentate a partire dal 15 Gennaio 2018 fino ad esaurimento delle risorse stanziate, in via telematica a Invitalia, attraverso una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A.. Invitalia, che opera come soggetto gestore della misura, valuterà i progetti proposti in ordine cronologico di arrivo.
Le domande, in particolare, possono essere presentate dai soggetti che siano già costituiti al momento della presentazione o si costituiscano entro 60 giorni dalla data di comunicazione del positivo esito dell’istruttoria nelle seguenti forme giuridiche:
  • impresa individuale;
  • società, ivi incluse le società cooperative.
  • sede legale e operativa in una delle regioni agevolate.
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello e le domande di agevolazione devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione nel sito internet del Soggetto gestore, www.invitalia.it secondo le modalità e gli schemi pubblicati con il Provvedimento del Capo Dipartimento del Ministero, da adottare entro venti giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento.
Ciascun soggetto richiedente riceve un finanziamento fino ad un massimo di 50.000 euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti richiedenti, già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo del finanziamento è pari a 50.000 euro per ciascun soggetto richiedente fino ad un ammontare massimo complessivo di 200.000 euro.
Per maggiori informazioni: project.consulting@pec.it
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