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lunedì 6 dicembre 2010

«Almeno lei, Direttore, sarà in grado di darmi risposte oggettive e valide ai miei quesiti?»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo lettera di un precario indirizzata all'Inps di Milano
«Gentile Direttore, vorrei portarla a conoscenza di una grave mancanza nei confronti della sottoscritta da parte della sede Inps di cui Lei è a capo, nonché di un grave episodio perpetrato sempre nei miei confronti da un impiegato dello stesso ufficio di Piazza Missori 8 di Milano.
Sono un’insegnante precaria, con contratto a T.D. in scadenza al 30 giugno 2010. Nel corso dell’a.s. 2009/2010 ho avuto il prolungamento del contratto, in quanto membro esterno dell’esame di Stato fino al 07/07/2010 presso l’Istituto Artemisia Gentileschi, via Natta 11 di Milano.
In data 8/07/2010, finite le operazioni relative all’esame di Stato, mi sono recata, previo appuntamento, presso lo sportello Inps appositamente allestito presso l’Istituto Gentileschi, dove ho provveduto a consegnare tutta la documentazione richiesta per ottenere il sussidio di disoccupazione, ricevendone in cambio l’attestazione dell’avvenuta consegna, come da fotocopia da me allegata alla presente raccomandata.
Non avendo ricevuto alla data del 29/08/2010 alcun compenso di sussidio di disoccupazione, il giorno 30/08/2010 ho telefonato alla sede Inps di Milano Missori per avere chiarimenti in merito, ed un impiegato mi ha risposto di rinviare per via telematica la domanda di disoccupazione, dicendomi – su mia espressa domanda - che sarebbe stata valida la documentazione precedentemente prodotta in data 8/07/2010.
Intorno alla metà di ottobre ho ricevuto una lettera della sede Inps di Milano Missori in cui mi si annunciava un pagamento di euro 347 euro a fronte della domanda di disoccupazione pervenuta in data 31/08/2010.
Non avendo ancora ricevuto nulla delle somme dovute relative ai mesi di luglio ed agosto per tutto il mese di ottobre, in data 11/11/2010 mi sono recata presso gli uffici di Milano Missori, piazza Missori 8, e l’impiegato dello sportello 4 mi ha invitata a tornare un’altra volta con il numero del mio personale Pin, con il quale risultava da terminale che la documentazione era stata effettivamente prodotta in data 8/07/2010. In data 22/11/2010 mi sono quindi nuovamente recata in piazza Missori 8 allo sportello 4 della sede Inps e lo stesso impiegato ha esordito negando di avermi mai potuto dire di portare il numero del Pin, per questioni legate alla privacy; al che gli ho detto che, se fosse stato un problema di privacy, il numero del Pin l’avrei digitato io al Pc. Dopo essersi allontanato per andare a consultare altri colleghi sul da farsi, è ritornato dicendo, testuali parole “Il suo è un caso noto…avendo compilato un’altra domanda ai nostri terminali risulta solo l’ultima domanda del 31/08/2010, pertanto l’indennità non le verrà corrisposta per il periodo precedente”.
Visibilmente provata da queste parole, ho esclamato “ se lei mi sta dicendo queste cose qualcuno dovrà pur rendermene conto”. L’impiegato mi ha immediatamente ripresa dicendo “basta che non mi metta di mezzo, altrimenti devo chiamare la guardia”- Stupita, ma ancora più avvilita per quest’affermazione, ho fatto per andarmene e lui, sempre lo stesso impiegato dello sportello 4, mi ha accompagnata sorridendomi in una maniera che mi è sembrata ancora più beffarda augurandomi “buona giornata”, che mi è risultata ancora più insultante visto come tale frase è stata espressa.
Premesso che la domanda è stata reinviata a tale ufficio una seconda volta su suggerimento di questa sede Inps, in assoluta buona fede da parte della sottoscritta e previa assicurazione da parte della persona che aveva ricevuto la telefonata che sarebbe stata tenuta valida la documentazione presentata in data 08/07/2010, che in seguito la sottoscritta si è recata per almeno 2 volte presso la stessa struttura di piazza Missori 8 e per altrettante volte la sottoscritta si è vista respingere le richieste di spiegazioni plausibili, trovo assolutamente ed estremamente inaccettabile che certi impiegati si permettano di proferire certe frasi, mancando di rispetto prima di tutto un essere umano, e per di più una lavoratrice che non chiede altro che vengano rispettati i propri diritti, in questo caso l’indennità di disoccupazione.
Resta comunque il fatto che dall’8 luglio 2010 al 31 agosto 2010 la suddetta sede Inps non ha provveduto al pagamento dovuto delle somme spettanti, compiendo dunque una pesante inadempienza.
Vorrei inoltre che qualcuno mi desse spiegazioni sul perché mi sia stato suggerito di riformulare la domanda dandomi espressamente garanzie sulla validità della documentazione prodotta in precedenza. Ed infine per quale motivo l’impiegato prima mi ha suggerito di portare il numero del Pin per poi successivamente negare di avermi dato tale suggerimento, peraltro minacciando di chiamare la guardia? Almeno lei, Direttore, sarà in grado di darmi risposte oggettive e valide ai miei quesiti?
In relazione a tutto quanto finora esposto, la sottoscritta chiede che le vengano corrisposte le somme dovute per il periodo luglio – agosto 2010.»
lettera firmata

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